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L'Associazione Il Golfo dei Poeti terrà una runione per i soci e tutti gli interessati venerdi' 20 gennaio alle ore 17:00 nella sala del Ristorante Paolino.... per l'occasione sarà offerto un aperitivo per tutti i partecipanti...Vi informo che l'accesso a Lerici è consetito...

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SHOPPING NATALIZIO
LERICI
Manifestazione "Il Vignaiolo del Territorio"
 8-11 Dicembre
Piazza Garibaldi

L'Associazione "Il Golfo dei Poeti",in occasion dello SHOPPING Natalizio, organizza in Piazza Garibaldi a Lerici, una degustazione di vini del Territorio unitamente ad una dimostrazione di barman acrobatici.


Ogni giorno verrà presentato un vignaiolo ed i suoi vini, i quali saranno degustati in piazza, (unitamente a degli stuzzicchini preparati dai ristoranti), nell'apposito stand allestito per l'occasione, e nei ristoranti aderenti all'iniziativa durante la cena che si svolgerà ogni sera durante il periodo della manifestazione.


Il tutto contribuirà ad accrescere la conoscenza dei prodotti del nostro territorio e a far apprezzare sempre più le nostre eccellenze.


Per i turisti sarà l'occasione per scoprire nuovi sapero e sapori oltre alle bellezze naturali del territorio. 

 
Picedi gennaio 2011 PDF Stampa E-mail

Il produttore protagonista della cena di gennaio dell’iniziativa “Il vignaiolo del territorio” è il conte Nino Picedi Benettini.

La cena si terrà venerdì 28 gennaio (ore 20) presso il ristorante “Da Paolino” di via Gerini a Lerici. Il patron Antonio D’Andrea e lo staff formato da Imma-Raffa-Rita porteranno in tavola alcuni piatti ispirati al territorio per valorizzare la produzione del conte Picedi e farla conoscere. Il fine dell’iniziativa, a cui l’Ais (Associazione italiana sommelier) partecipa condividendone gli obiettivi, è proprio quello di diffondere le eccellenze del territorio, considerato sotto vari aspetti: da quello ambientale, a quello geografico, a quello turistico.

Conoscere un vignaiolo del nostro territorio, spiega Antonio D’Andrea, vuol dire scoprire le molte valenze di un’arte che si radica in esperienza, amore per la terra, continuità di valori che la rendono unica. Si prenota al numero 0187-967801.

 

                                                                                                                        di Gabriella Molli

 
La cena con il vignaiolo Lambruschi PDF Stampa E-mail


La “cena con il vignaiolo” del mese di luglio presso il ristorante Paolino di Lerici, ha concluso gli incontri su cibo e vino del territorio che si tengono nell’arco ottobre-luglio in un progetto denominato “Il vignaiolo del territorio”.



Ideate da Antonio D’Andrea con il supporto dell’Ais e della  pubblicista Gabriella Molli, le serate culturali hanno un ospite fisso: l’artista scultore Pasquale Gentile, che idea ogni volta un suo lavoro da offrire al vignaiolo ospite. In questa cena di luglio: Fabio Lambruschi, dell'omonima cantina.

Il giovane viticoltore ha raccontato la storia dei suoi vini, in particolare si è soffermato sul Colli di Luni Vermentino Marina 2009 e il Colli di Luni Vermentino Sarticola 2009. Vini che hanno accompagnato i piatti di Imma, ispirati alla vecchia cucina, sulla scia del messaggio: mangia locale e bevi locale.

Fra gli ospiti il comandante Michele CASSOTTA Capo di Stato Maggiore di Maridipart La Spezia. La serata ha visto la presenza degli allievi del Progetto “Adotta un allievo” dell'Istituto per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità alberghiera "G. Casini". Ha presentato i due vini della cantina Lambruschi, Marco Rezzano, delegato AIS La Spezia.

Per
l’Istituto Alberghiero hanno collaborato: Filomena Ascione, Anna Baldassini, Debora Paganini e Danilo Rizzari. Gli allievi hanno curato il servizio dei vini e la preparazione dei piatti, coordinati dal prof. Luigi Manzo.

 
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Metti una sera a cena da Paolino, Elio Altare PDF Stampa E-mail
Martedì 04 Maggio 2010 19:50



Metti una sera a cena da Paolino, Elio Altare
 
di Gabriella Molli
 
Una cena del vignaiolo con due protagonisti del vino. E’ l’evento eccezionale che il patron Antonio D’Andrea ha offerto venerdì 30 aprile presso il ristorante Paolino di Lerici, in una serata dedicata ai vini delle Cinque Terre. Accanto a Samuele Bonanini, che concludeva il suo ciclo di un mese all’interno della manifestazione, un nome di langarolo eccellente: Elio Altare. Eccellente perchè uomo rigorosamente di barolo da quarant’anni,  oggi è anche produttore delle Cinque Terre perchè contitolare dell’azienda Campogrande con Antonio Bonanni (creatura riomaggiorese tornata al vino di casa sua, dopo una vita molto libera condotta all’estero). Impossibile resistere  alla tentazione di sapere perchè dalle nebbie langarole è venuta voglia a Elio Altare di calarsi in una Liguria di Levante aspra e scabra, dove la viticoltura diventa attività eroica.
Asciutto come è da sempre, il produttore di barolo racconta di aver pensato a Riomaggiore per aiutare dieci anni fa un ragazzo-stagista a trovare una sua strada. “Ho pensato – ha raccontato -di allontanarlo dal Piemonte per creargli una situazione nuova, piena di emozioni, in un territorio che va conquistato pietra su pietra, ma che è tutto cielo e mare”. Così acquistò il terreno di Campogrande (il toponimo la dice lunga su questo “campo”  abbastanza esteso tutto da “vignare” con i tre vitigni che alle Cinque Terre strappano mineralità al salmastro e alle rocce dando un prodotto unico). Così, quando il suo giovane protetto decise di abbandonare (aveva resistito tre anni) si trovò ad affrontare il percorso nuovo pensato per lui. E iniziò l’avventura che ora condivide con Antonio Bonanni.
Elio Altare è un caparbio, che si definisce autarchico ed eccolo alle prese con una razionalità da piemontese in un terreno ligure. Una sfida? Una grazia ricevuta? Si legge nel suo racconto di vita una intelligenza enoica che è la base delle sue avventure in vigna e in cantina. “Perchè non si fa pagare trenta euro una bottiglia di bianco delle Cinque Terre?”. Guarda diretto negli occhi tutti i commensali e spiega cosa accade a un vignaiolo che vive solo di vino (precisa due-tre volte SOLO DI VINO, perchè io vivo “solo di vino, ripete puntiglioso”). Ma il suo non è un intercalare, è una filosofia di vita. La vita di chi nelle Cinque Terre ogni dieci anni si perde due vendemmie per il maltempo, di chi deve piegarsi a terra per raccogliere l’uva, o di chi non dorme la notte per paura della grandine. Una bottiglia di vino delle Cinque Terre è sangue, sudore e tensione emotiva. Per questo, spiega, chi compra dovrebbe valutare il costo umano di quel qualcosa di irripetibile che sta nella bottiglia.
 
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